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Blog aziendale

Questo è il blog aziendale della Your Future Consulting. Vi troverete articoli che parlano di web marketing, SEO, web design, grafica, usabilità e approfondimenti su tutto quello che ci interessa e ci appassiona durante il nostro lavoro.

L’importanza del web-marketing ai tempi della crisi

Perchè è importante continuare a investire nel web-marketing ai tempi della crisi.

investire nel web-marketing

Purtroppo una delle conseguenze dell’attuale periodo di recessione economica è stata la contrazione degli investimenti delle aziende di tutti i settori, in particolare quelli riguardanti le piccole e medie imprese.

Le spese e le uscite ritenute superflue o meno importanti sono state pesantemente ridimensionate o addirittura, nel peggiore dei casi, azzerate.

Gli investimenti pubblicitari delle aziende sono stati i primi a subire i tagli più consistenti. Tra questi, le risorse destinate alla pubblicità su internet sono state fortemente contratte e svalutate come budget. Questo, come è stato dimostrato da più parti, è un errore comune e grossolano di molti imprenditori.

La aziende, messe di fronte alle conseguenze di una crisi, spesso si trovano impreparate e reagiscono in maniera irrazionale, piuttosto che optare per soluzioni ragionevoli nel lungo termine.

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Inserito il 24 Dec 2011 da Paolo, nelle categorie Marketing, Noi, Web-Marketing,

Il geo-tagging e il “push-marketing” localizzato

Come Foursquare e il geo-tagging hanno cambiato l’esperienza degli utenti mobile.

geo-tagging

La capillare diffusione degli smartphone da un lato e l’incredibile crescita dei social network dall’altro hanno fatto in modo che tra gli utenti crescesse l’esigenza di condividere con gli amici, tra le tante cose, anche la posizione geografica.

Questo spiega il successo, soprattutto come app per iPhone, di social network molto particolari come Foursquare, inizialmente guardati con molta diffidenza ma poi diventati molto di moda soprattutto nei paesi anglosassoni e tra i possessori dei “melafonini”.

Ciò che distingue, almeno inizialmente, Foursquare dagli altri social network è la possibilità di comunicare agli altri la propria posizione in tempo reale lasciando una sorta di bandierina virtuale (check-in) su una mappa, quindi geo-taggandosi, lasciando una traccia della propria presenza in un luogo preciso.

Apparentemente non si trattta di niente di più di un “gioco sociale”, dove si gareggia con altri utenti allo scopo di diventare “sindaci” di un luogo collezionando più check-in degli altri e guadagnando gadget o adesivi virtuali chiamati “badge”.

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Inserito il 30 Oct 2011 da Paolo, nelle categorie Internet, Marketing, Social Network, Facebook, Foursquare, User Experience, Web-Marketing,

I social media e il tramonto del marketing tradizionale

La rivoluzione dei social network e il tramonto del marketing tradizionale.

social media

L’invenzione dei social media, meglio conosciuti come social network, ha apportato incredibili cambiamenti non soltanto all’interno di internet e delle comunità del web, ma anche fuori, riscrivendo inaspettatamente alcune regole del marketing di stampo classico.

E’ stata l’esplosione esponenziale degli iscritti ai social network in tutto il mondo (e qui stiamo parlando soprattutto di Facebook e Twitter) che ha convinto non solo gli addetti ai lavori e i professionisti di internet ma anche molte aziende che non si trattava di un fenomeno passeggero (almeno per il momento gli iscritti continuano a crescere) e che quindi andava preso in seria considerazione e studiato.

Prima che internet assumesse un aspetto tipicamente “social”, guidata dalle innovazioni e dalle sperimentazioni delle grandi aziende americane della Silicon Valley come Google, le aziende erano abituate a pubblicizzare i loro prodotti su Internet sul loro sito, con i classici banner e al massimo con campagne pay x click sfruttando servizi come Google AdWords.

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Inserito il 30 Oct 2011 da Paolo, nelle categorie Internet, Marketing, User Experience, Web-Marketing,

Il marketing è consapevolezza

Il marketing non è solo ottimizzazione dei processi di vendita ma anche consapevolezza delle interazioni umane.

Il marketing è consapevolezza

Il più delle volte il marketing si configura come una disciplina economica che aiuta a ottimizzare i processi che portano alla vendita di un prodotto e al relativo guadagno da parte dell’imprenditore.

L’aspetto scientifico è sicuramente importante, ma l’errore più grande che si può fare è dimenticarsi che dietro a un prodotto e a un servizio ci sono sempre delle persone: i fornitori del servizio e i clienti finali che interagiscono tra loro in maniera complessa.

All’interno di un’azienda la sinergia tra i membri del team deve essere ben collaudata e deve funzionare. In parole povere, le persone che lavorano all’interno di un’azienda non solo devono lavorare bene individualmente, ma soprattutto devono lavorare bene in squadra, aumentando la loro efficienza e non ostacolandosi quando sono insieme. Inoltre devono essere formati adeguatamente per interagire nel modo migliore possibile col cliente.

Spesso si sottovaluta l’interazione col cliente, anche quando avviene telefonicamente, mentre si dovrebbe essere molto attenti al modo in cui si comunica. Soprattutto perché la qualità di un servizio o di un prodotto, spesso, passa in secondo piano rispetto al modo in cui il cliente percepisce quel servizio o prodotto e, di conseguenza, rispetto al modo in cui viene proposto.

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Inserito il 03 Aug 2011 da Paolo, nelle categorie Marketing, User Experience, Web-Marketing,

Google ci condiziona?

La rivista Slate ha scritto che così Google diventa il nostro inconscio: ci dice cosa cerchiamo prima ancora che lo sappiamo.

Google ci condiziona?

Ricordo ancora piuttosto chiaramente quando Google ha cominciato a monopolizzare le mie search. Lo ha fatto in maniera subdola, silente, quando ancora internet per me era solo uno svago e non anche un lavoro come adesso.

La sua interfaccia minimale è diventata una presenza sempre più quotidiana. Tant’è che è diventata la mia pagina iniziale su Safari e poi su tutti i browser. Finchè schiacciare il bottoncino con la casetta e ritrovarsi il suo semplice logo multicolore si è trasformato in un riflesso condizionato, inconsapevole, ogni volta che mi assaliva un dubbio mentre studiavo (psicologia e/o web-marketing) o qualcosa mi restava sulla punta della lingua.

Tuttavia, negli ultimi anni Google si è molto evoluto, pur conservando la sua essenzialità e l’interfaccia classica (a parte qualche ritocchino e i periodici doodle). La sua crescita è stata resa possibile dall’utilizzo globale che, nel giro di pochi anni, lo ha reso il primo motore di ricerca, e dai conseguenti introiti pubblicitari generati da Google AdWords.

Di recente, i già complicati algoritmi utilizzati per l’indicizzazione delle pagine web sono diventati ancora più complessi. La velocità di esecuzione delle query non è diminuta, anzi, tende quasi allo zero, in particolare grazie alle ultimissime funzionalità integrate nel motore, chiamate Google Suggest (originariamente Google Autocomplete) e Google Instant.

La prima, Google Suggest, completa le parole o le frasi che stiamo digitando nel form di Google, per farci risparmiare tempo. Quindi, indirettamente, ci suggerisce anche cosa cercare. In base a cosa, a quali variabili, vengono proposti questi “suggerimenti” non è ancora del tutto chiaro. La rivista Slate ha scritto che così Google diventa il nostro inconscio: ci dice cosa cerchiamo prima ancora che lo sappiamo.

La seconda, Google Instant, ci mostra le serp, i risultati di ricerca, in maniera istantanea, quando ancora stiamo digitando nel form le nostre keywords.

Sono sempre stato un fan di Google, ma ultimamente, anche per deformazione professionale, comincio a farmi delle domande. Le ultime innovazioni di cui ho appena parlato hanno aumentato le mie perplessità.

E se Google condizionasse consapevolmente i suoi utenti?

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Inserito il 05 Mar 2011 da Paolo, nelle categorie User Experience, Web-Marketing, SEO,

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