Perchè la condivisione sui social network risponde a un nostro bisogno fondamentale.

L’invenzione dei social network, Facebook e Twitter in primis, è stata una vera e propria rivoluzione non soltanto per i professionisti di internet, ma per qualsiasi persona comune con un accesso alla rete (e oggi a livello comunitario si è orientati verso la garanzia dell’accesso alla rete per chiunque, con i diritti e i doveri che ne derivano).
Il successo clamoroso e per certi versi inaspettato dei social network ha dimostrato che il desiderio di creare connessioni con i propri simili, a dispetto delle apparenze, c’è sempre stato e quindi ha giustificato una risposta così forte da parte della gente.
Come Foursquare e il geo-tagging hanno cambiato l’esperienza degli utenti mobile.

La capillare diffusione degli smartphone da un lato e l’incredibile crescita dei social network dall’altro hanno fatto in modo che tra gli utenti crescesse l’esigenza di condividere con gli amici, tra le tante cose, anche la posizione geografica.
Questo spiega il successo, soprattutto come app per iPhone, di social network molto particolari come Foursquare, inizialmente guardati con molta diffidenza ma poi diventati molto di moda soprattutto nei paesi anglosassoni e tra i possessori dei “melafonini”.
Ciò che distingue, almeno inizialmente, Foursquare dagli altri social network è la possibilità di comunicare agli altri la propria posizione in tempo reale lasciando una sorta di bandierina virtuale (check-in) su una mappa, quindi geo-taggandosi, lasciando una traccia della propria presenza in un luogo preciso.
Apparentemente non si trattta di niente di più di un “gioco sociale”, dove si gareggia con altri utenti allo scopo di diventare “sindaci” di un luogo collezionando più check-in degli altri e guadagnando gadget o adesivi virtuali chiamati “badge”.